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Posted by: ivan
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M31 e M33: fotografare da casa le galassie più vicine
Le notti d’autunno hanno un regalo speciale per chi ama il cielo profondo: due galassie a spirale, alte sopra le nostre teste nelle prime ore della sera, abbastanza grandi e luminose da poter essere fotografate anche con un’attrezzatura modesta. Sono M31, la Galassia di Andromeda, e M33, la Galassia del Triangolo. Insieme alla nostra Via Lattea sono le tre spirali principali del Gruppo Locale, la piccola “famiglia” di galassie a cui apparteniamo.
E il momento è perfetto: sabato 10 ottobre c’è Luna nuova, quindi il prossimo fine settimana avremo il cielo più buio del mese.
M31, la Galassia di Andromeda
- Distanza: circa 2,5 milioni di anni luce
- Luminosità: magnitudine 3,4, visibile a occhio nudo sotto un cielo buio
- Dimensioni apparenti: circa 3 gradi, sei volte la Luna piena
Quando guardiamo Andromeda vediamo una luce partita prima che sulla Terra comparisse il genere Homo. È l’oggetto più lontano visibile a occhio nudo: sotto un buon cielo appare come una macchia allungata e lattiginosa, ma solo la fotografia rivela il nucleo brillante, le bande di polvere scura e le due galassie satellite M32 e M110.
M33, la Galassia del Triangolo
- Distanza: circa 2,7-3 milioni di anni luce
- Luminosità: magnitudine 5,7, ma con una luminosità superficiale molto bassa
- Dimensioni apparenti: circa 1 grado, due volte la Luna piena
M33 è più piccola e più “timida” di Andromeda: la sua luce è sparsa su una grande superficie, per cui a occhio è difficile da vedere anche quando è alta in cielo. In fotografia però è spettacolare: si vede “di faccia”, con i bracci ben aperti, punteggiati dalle nebulose rosse dove nascono nuove stelle. La più grande, NGC 604, è una delle regioni di formazione stellare più estese conosciute nel Gruppo Locale.
Nella sezione Foto Astronomiche del sito trovate la mia immagine di M33.
Come trovarle
In ottobre, verso le 21-22, guardate in alto verso est. Partite dal grande Quadrato di Pegaso: dalla stella dell’angolo in alto a sinistra (Alpheratz) seguite la catena di stelle di Andromeda per due “salti”. Andromeda sta poco sopra la seconda stella, Mirach. Per M33 si parte sempre da Mirach, ma si va nella direzione opposta, a circa la stessa distanza.
Cosa serve per fotografarle
Ottica. Per M31 va benissimo un teleobiettivo da 200-300 mm o un piccolo rifrattore da 70-80 mm: con focali più lunghe la galassia non entra nell’inquadratura. M33 è più piccola e si avvantaggia di qualche centinaio di millimetri in più.
Inseguimento. Una montatura motorizzata (o un piccolo inseguitore da viaggio per le focali corte) è indispensabile per pose da 1-3 minuti senza stelle mosse.
Tempo. È la parte più importante. Le galassie sono deboli e il segnale si accumula con le ore: meglio tante pose brevi sommate (anche 2-4 ore totali) che pochi scatti lunghi. Per M33 il tempo di integrazione conta ancora di più.
Cielo buio. I filtri anti-inquinamento luminoso aiutano poco con le galassie, perché la loro luce copre tutto lo spettro. Molto meglio spostarsi lontano dalle luci e approfittare delle notti senza Luna, come quelle di questo fine settimana.
Elaborazione. Le pose si allineano e sommano con programmi gratuiti come Siril o DeepSkyStacker, aggiungendo i frame di calibrazione (dark, flat e bias). Poi si “stira” l’istogramma con delicatezza per far emergere i bracci senza bruciare il nucleo di Andromeda, che è molto più luminoso del resto.
Un futuro in comune?
Andromeda e la Via Lattea si stanno avvicinando a circa 110 km al secondo. Per decenni si è dato per certo uno scontro tra 4-5 miliardi di anni, ma uno studio pubblicato nel 2025 ha ricalcolato le orbite tenendo conto anche di M33 e della Grande Nube di Magellano: la probabilità di una collisione nei prossimi 10 miliardi di anni risulta intorno al 50%. Il futuro della nostra galassia, insomma, è ancora una partita aperta.
Cieli sereni!
Ivan, IU3MAQ