Ott 16

Come fotografare le stelle cadenti: guida pratica in vista delle Orionidi

Tra pochi giorni, nella notte tra il 21 e il 22 ottobre, le Orionidi raggiungeranno il loro picco. Vederle a occhio nudo è già un’emozione, ma riuscire a “catturarne” una in una foto è una piccola sfida che dà grandi soddisfazioni. Ecco come provarci, anche senza un telescopio.

Cosa serve

  • Una fotocamera con modalità manuale: reflex, mirrorless o anche una bridge che permetta di scegliere tempo, diaframma e ISO.
  • Un obiettivo grandangolare e luminoso: l’ideale è tra 14 e 24 mm, con apertura f/2.8 o più luminosa. Più cielo inquadrate, più probabilità avete che una meteora passi nel campo.
  • Un treppiede robusto: le pose sono lunghe e la fotocamera non deve muoversi.
  • Un intervallometro (o la funzione integrata nella fotocamera) per scattare in continuo per ore senza toccare nulla.
  • Batterie di scorta e un panno anti-condensa: le notti di ottobre sono umide e la lente si appanna facilmente.

Le impostazioni di partenza

  • Messa a fuoco manuale su una stella luminosa, ingrandendo l’immagine sullo schermo finché diventa un puntino. Poi fissate la ghiera con un po’ di nastro adesivo.
  • Diaframma tutto aperto o chiuso di uno stop (ad esempio f/2.8).
  • ISO tra 1600 e 3200, a seconda del cielo e della fotocamera.
  • Tempo di posa tra 15 e 25 secondi. Oltre, con un grandangolo, le stelle iniziano a diventare piccole strisce per la rotazione terrestre.
  • Formato RAW, per poter recuperare dettagli in elaborazione.
  • Stabilizzatore spento e riduzione rumore sulle pose lunghe disattivata, così non si perdono secondi preziosi tra uno scatto e l’altro.

Dove puntare

Non serve puntare esattamente il radiante, cioè il punto tra Orione e Gemelli da cui sembrano partire le meteore. Le scie più lunghe e fotogeniche compaiono a 40-60 gradi di distanza da lì. Un buon compromesso è inquadrare una zona a circa metà altezza sopra l’orizzonte, verso est o sud-est, magari includendo un elemento del paesaggio.

Il momento migliore sono le ore tra le 2 e le 5 del mattino, quando il radiante è alto. Quest’anno la Luna, in fase crescente, tramonta verso le 3:10 e lascia il cielo buio fino all’alba: le ultime ore della notte sono le migliori.

La pazienza è tutto

Con 15-20 meteore all’ora al picco (in condizioni ideali, sotto un cielo molto buio) e un campo inquadrato che copre solo una parte del cielo, è normale fare centinaia di scatti per trovarne qualcuna. Lasciate lavorare l’intervallometro e godetevi lo spettacolo a occhio nudo dalla sdraio.

Il giorno dopo si sfogliano gli scatti uno per uno, cercando le sottili scie luminose. Attenzione a non confonderle con aerei (luci lampeggianti, scie tratteggiate) e satelliti (strisce lente e uniformi, spesso più lunghe).

Il tocco finale: il composito

Le immagini più spettacolari che vedete in rete raramente sono un solo scatto. Si scelgono tutti i fotogrammi con una meteora e si sovrappongono a un’unica foto di sfondo, allineando le stelle. Si può fare con programmi di fotoritocco a livelli (GIMP, Photoshop) oppure con software gratuiti pensati per il cielo notturno, come Sequator o StarStaX. Il risultato mostra tutte le scie della notte che sembrano esplodere dal radiante.

Quando la fotocamera lavora da sola: le skycam

Chi vuole fare un passo in più può costruire una skycam, una piccola telecamera con obiettivo fisheye puntata verso lo zenit, che riprende tutto il cielo ogni notte e registra automaticamente le meteore. È quello che ho fatto anch’io qualche anno fa: trovate il progetto e le catture migliori nelle pagine SKYCAM e METEORE del sito.

In Italia esiste anche una rete scientifica di camere di questo tipo, PRISMA, coordinata dall’INAF, che sorveglia il cielo per individuare i bolidi più luminosi e, quando possibile, ricostruirne la traiettoria e ritrovare eventuali meteoriti.

Buona caccia alle stelle cadenti, e se ne catturate una mandatemela!

Cieli sereni!
Ivan, IU3MAQ

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