Ott 22

Scienza dallo spazio: Solar Orbiter scopre da dove nascono i «colpi di frusta» del Sole

Il Sole non manda nello spazio solo luce: soffia anche un flusso continuo di particelle cariche, il vento solare, che arriva fino alla Terra e oltre. In questo vento le sonde spaziali hanno trovato da anni dei fenomeni curiosi, chiamati switchback: brusche inversioni del campo magnetico, che si piega su sé stesso come la corda di una frusta che schiocca. Da dove nascessero era un mistero. Ora la sonda europea Solar Orbiter ha trovato la risposta.

Una prova “presa al volo”

Lo studio, guidato da Jesse Coburn del CNRS francese e pubblicato questo mese sulla rivista Nature Astronomy, si basa su un colpo di fortuna. Solar Orbiter, che in quel momento si trovava a metà strada tra la Terra e il Sole, ha attraversato uno switchback molto grande. Il suo strumento SWA, che analizza il vento solare, ha potuto così “assaggiare” il gas contenuto all’interno.

Dentro c’era una miscela particolare di particelle di ossigeno e carbonio che, secondo i ricercatori, può formarsi solo in un posto: negli archi magnetici sulla superficie del Sole, quelle anse di gas caldo che si vedono nelle immagini ultraviolette.

“È la prova schiacciante di un processo di formazione”, ha detto Coburn.

Come nasce un colpo di frusta

Il processo si chiama riconnessione di interscambio. Sulla superficie del Sole ci sono zone dove le linee del campo magnetico si chiudono ad arco, e zone dove sono “aperte” verso lo spazio. Quando le due si toccano, le linee si spezzano e si ricollegano in modo diverso, e il gas che era intrappolato negli archi scappa via, portandosi dietro la piega del campo magnetico.

Per ricostruire il percorso all’indietro, il gruppo ha unito le misure di Solar Orbiter con le immagini del Sole del satellite americano Solar Dynamics Observatory e con modelli al computer del campo magnetico.

C’era anche un’altra teoria, secondo cui gli switchback sarebbero prodotti da onde e turbolenze nel vento solare. I ricercatori hanno visto anche quelle, ma solo dopo che lo switchback aveva lasciato il Sole. “I due processi non sono in conflitto”, ha spiegato Stephanie Yardley della Northumbria University, “operano semplicemente in fasi diverse” della vita di uno switchback.

Perché ci riguarda

Capire come nasce il vento solare aiuta a capire due grandi domande sul Sole: perché la sua atmosfera è così calda e come fa a lanciare il vento nello spazio. Ma c’è anche un risvolto pratico. “Più ne conosciamo, meglio possiamo prepararci alle tempeste solari”, ha detto Daniel Müller, responsabile scientifico di Solar Orbiter per l’ESA. Le tempeste solari possono danneggiare i satelliti e la tecnologia che usiamo ogni giorno, e chi fa radio sa bene quanto il Sole conti anche per la propagazione.

C’è anche un pezzo d’Italia in questa storia: già nel 2022 il coronografo Metis, a bordo di Solar Orbiter, aveva fotografato uno switchback a forma di S nella corona del Sole, in uno studio guidato dall’INAF.

Fonte: Media INAF, 19 ottobre 2026; J. T. Coburn et al., Nature Astronomy.

73 e cieli sereni!
Ivan, IU3MAQ

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