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Posted by: ivan
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Notizie dallo spazio: il nuovo piano per tornare sulla Luna, il cielo vero della Notte stellata e i «brillamenti» dei buchi neri
Ecco il riepilogo della settimana: la NASA cambia il programma per tornare sulla Luna, sulla ISS è tutto pronto per una passeggiata spaziale, e dall’astronomia arrivano tre notizie curiose, una delle quali riguarda un quadro famosissimo.
Artemis: prima una prova in orbita, poi la Luna nel 2028
Venerdì 23 ottobre, al Kennedy Space Center, l’amministratore della NASA Jared Isaacman ha presentato il nuovo piano del programma Artemis. L’obiettivo resta riportare astronauti sulla superficie della Luna nel 2028, ma la strada cambia:
- Artemis III, a metà del 2027, non andrà sulla Luna. Quattro astronauti voleranno in orbita attorno alla Terra con la capsula Orion per provare l’aggancio con i due lander lunari in costruzione: il Blue Moon di Blue Origin e la Starship di SpaceX.
- Artemis IV, nel 2028, sarà la prima missione Artemis a posarsi sulla Luna, con Starship. Due astronauti scenderanno sulla superficie e poi torneranno sulla Orion per il viaggio verso casa.
- Anche Artemis V è prevista per il 2028, questa volta con il lander di Blue Origin.
Il luogo dell’allunaggio non è ancora deciso: la preferenza resta per il polo sud della Luna, ma la NASA aspetta i dati dei lander robotici prima di scegliere.
ISS: giovedì si esce
Sulla Stazione Spaziale tutto è pronto per la passeggiata spaziale di giovedì 29 ottobre: Anil Menon e il canadese Joshua Kutryk usciranno dalla camera di decompressione Quest per montare un nuovo pannello solare srotolabile. Nel frattempo Jessica Watkins e Luke Delaney si allenano con il braccio robotico Canadarm2, per aiutare i colleghi nella seconda uscita, la settimana dopo. A bordo si lavora anche con un forno speciale che tiene i campioni sospesi con un campo elettrico e li scalda con i laser.
Il cielo vero della «Notte stellata» di Van Gogh
Un gruppo di ricercatori coreani, dell’azienda Sllab e della Kyung Hee University, ha pubblicato su Scientific Reports una ricostruzione del cielo dipinto da Van Gogh nella Notte stellata, del 1889. Unendo simulazioni astronomiche, dati storici sul meteo e le lettere del pittore, propongono una data precisa: l’alba del 22 luglio 1889, vista da Saint-Rémy-de-Provence. Quella mattina in cielo c’erano vicine la Luna calante, Venere e l’ammasso delle Iadi, nel Toro, che potrebbero corrispondere alle cinque stelle al centro del quadro. Gli autori stessi avvertono che non è una prova: Van Gogh ha probabilmente guardato il cielo vero, ma poi lo ha trasformato a modo suo.
Anche i buchi neri hanno i loro «brillamenti»
Sul Sole i brillamenti nascono quando le linee del campo magnetico si spezzano e si ricollegano, liberando moltissima energia. Un gruppo guidato dal Technion, in Israele, ha visto lo stesso fenomeno attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia NGC 3783, osservandolo con i telescopi spaziali a raggi X XRISM e XMM-Newton. È la prima prova osservativa di brillamenti “come quelli solari” attorno a un buco nero di questo tipo. Lo studio è uscito su The Astrophysical Journal Letters.
Webb e le stelle neonate della Grande Nube di Magellano
Il telescopio spaziale James Webb ha fotografato N159, una regione della Grande Nube di Magellano, a circa 161.000 anni luce da noi, dove nascono stelle a ritmo intenso. Un gruppo guidato da Nolan Habel del JPL della NASA ha contato oltre 300.000 sorgenti, comprese stelline con meno di un decimo della massa del Sole. Le stelle non sono nate tutte insieme, ma a ondate: a est ci sono quelle più “anziane”, a ovest quelle giovanissime, ancora avvolte nei filamenti di gas e polvere.
Fonti: NASA (blog Missions e Space Station, 23 e 26 ottobre 2026); SpacePolicyOnline; Media INAF (22, 23 e 26 ottobre 2026).
73 e cieli sereni!
Ivan, IU3MAQ